Scuola, recupero debiti: gli esami di riparazione sono il vecchio incubo dei nuovi studenti

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Nel pieno delle vacanze estive gli studenti italiani scoprono l'incubo della generazione che li ha preceduti sui banchi di scuola: gli esami di riparazione.

Il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni fa notare che, dalle elementari alle superiori, i ragazzi sono sono seppelliti da debiti formativi che le scuole spesso non riescono ad estinguere. Percentuali preoccupanti ben note però a chi vive da vicino il mondo della scuola: sono molti i blogger che sostengono la proposta del Ministro ma la questione non è così semplice.

Malascuola riporta le percentuali scoperte dal Ministro:

Il Ministro Fioroni scopre che il 41% degli studenti viene promosso con almeno un debito scolastico - di questi, il 44% è promosso con debito in matematica.

Meno problematica la situazione delle materie umanistiche, dove la percentuale di debiti è inferiore al 15%, ma dà da pensare il 32,7% di studenti che non raggiunge la sufficienza nelle lingue straniere (forse leggere Harry Potter in inglese gli farebbe bene).

La proposta del Ministro ha un fondamento: tra tutti gli studenti promossi con debiti formativi sono ben pochi coloro che riescono a recuperare l'insufficenza, trascinata da 3 studenti su 4 fino all'Esame di Maturità.

Aboliti nel 1995, gli esami di riparazioni sono stati sostituiti da compitini di dubbia utilità: al rientro dalle vacanze gli studenti vengono sottoposti a una serie di prove che spesso si protrae fino all'estate successiva senza però saldare il debito. Proprio sulla consapevolezza  di questa situazione si fonda il sostegno della blogosfera a Fioroni. Ecco un esempio:

Il ministro Fioroni ha annunciato che forse sarebbe il caso di reintrodurre gli esami di riparazione.
Sono d'accordo in toto perché:

1) gli attuali debiti scolastici servono a poco, perché il compitino che si fa al rientro a scuola non ha nessun valore;

2) chi non ha studiato durante l'anno deve essere al pari con i suoi compagni di classe: uno studio mirato per un esame è più utile a colmare le lacune;

3) non è per essere cinico verso qualcuno in particolare, la scuola non è il luogo in cui si regalano i diplomi: lo riceve chi se lo merita, chi non se lo merita non lo deve ricervere.

Ma ci sono anche pareri opposti. Ecco cosa ne pensa Fulvia Leopardi:

quella di Fioroni è (a mio parere) una mezza riforma del kaiser: voglio dire, se io faccio il classico è alquanto probabile che di matematica non me ne possa fregare di meno, e tu vuoi stroncarmi l’anno solo perché ho 3 in una materia ‘di poco conto’ a fronte di 7/8 in tutte le altre materie? Non dico che la storia dei “diplomifici” fosse giusta (per niente) ma di sicuro se una scuola era un diplomificio prima, non sarà una riforma a stoppare le cose.

A preoccupare sono soprattutto le riforme dell'ultimo minuto, come accaduto per la Amturità 2007: questa dichiarazione mi preoccupa. - scrive Beppe - Non vorrei che quest'anno si cambiassero, di nuovo, le regole in corso di partita: abbiamo appena sperimentatola riforma dell'esame di maturità, introdotta bellamente a gennaio 2007; mi sa che ci troveremo qualche nuova sorpresa nell'anno scolastico che sta per iniziare...

E le contraddizoni continuano se si guarda la vicenda dal punto di vista degli insegnanti. Malascuola sposta l'attenzione su altri probemi del nostro sistema scolastico ragionando sulla posisbilità di rinnovare a monte:

Invece di intervenire sulla scuola e chiedersi se abbiamo docenti preparati o se per caso non dobbiamo modificare le modalità di reclutamento degli insegnanti (magari utilizando il sistema inglese, con assunzione diretta), il Ministro scarica la patata bollente sulle famiglie, cui delegare la preparazione estiva dei ragazzi. E se provassimo a ragionare? - continua a leggere qui.

Riflette sui limiti del sistema scolastico anche Francesco Zoino:

Spesso a scuola non si organizzano i corsi di recupero per mancanza di fondi, o per mancanza di docenti (i quali, essendo pagati alle calende greche preferiscono dedicarsi ad altro). E poi mi sembra un controsenso che io che do un debito ad un allievo poi venga pagato per farglielo recuperare. Conflitto di interessi bello e buono.

La conclusione di Zoino riflette il punto di vista di molti altri blogger, d'accordo con la proposta del Ministro:  

Lo spauracchio delle ripetizioni estive sarebbe un modo per le famiglie di interessarsi di più del profitto dei figli. Quando ti toccano il denaro sei molto più attento. E inoltre passare l'estate a recuperare è una bella lezione per gli sfaticati. Oggigiorno, debito o non debito, da giugno a settembre costoro non fanno niente di niente e tornano a scuola in condizioni ben peggiori di quelle in cui l'avevano lasciata. Insomma: sì agli esami di riparazione, sì ad una scuola più seria, sì a diplomi con più valore.

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