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Il 23 maggio 1992 il giudice Falcone, insieme a sua moglie Francesca e tre uomini della scorta perde la vita in un agguato di mafia.
Venti anni fa, il 23 maggio 1992, moriva Giovanni Falcone nella tragica strage di Capaci, cittadina nel palermitano. L'auto in cui viaggiava fu fatta saltare in aria sull'Autostrada A29, vicino allo svincolo. Con lui morirono anche sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Il Giudice stava tornando in Sicilia, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio partito dall'aeroporto di Ciampino intorno alle 16:45 arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di 53 minuti. Lo attendono tre Fiat Croma blindate, con un gruppo di scorta sotto il comando dell'allora capo della squadra mobile di Palermo, Arnaldo La Barbera. La sua auto è una Croma bianca, scortata tra le altre due.
Lasciano insieme l'aeroporto imboccando l'autostrada in direzione Palermo. La situazione appare tranquilla, tanto da non far neppure attivare le sirene. Su una strada parallela, una macchina improvvisamente si affianca agli spostamenti delle tre Croma blindate. In seguito si capirà che quella quarta auto era lì per dare una chiara segnalazione ai killer in agguato sulle alture sovrastanti il litorale.
Gli ultimi secondi prima della strage, provocata da una carica di cinque quintali di tritolo, posizionata in una galleria scavata sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine. Ad azionarla, tramite telecomando, Giovanni Brusca: il sicario incaricato da Totò Riina, uno dei capi di Cosa Nostra (dal 1982 fino al suo arresto, avvenuto il 15 gennaio 1993), già colpevole di oltre venti omicidi contro le istituzioni e gli organi di informazione, due mesi dopo accusato anche dell'assassinio di Borsellino.
Dopo la detonazione che provoca un'enorme voragine nell'asfalto, le prime due auto sono quasi completamente distrutta, i passeggeri della terza riportano gravi ferite, ma sopravviveranno. Il giudice Falcone verrà trasportato all'Ospedale Civico di Palermo insieme agli altri agenti coinvolti. La Polizia Scientifica esegue i primi rilievi ed i Vigili del Fuoco espletano il triste compito di estrarre i cadaveri irriconoscibili di Schifani, Montinaro e Di Cillo, coloro che abitavano la prima vettura.
Giovanni Falcone morirà un'ora e sette minuti dopo l'esplosione, alle 19:05 per un trauma cranico e gravi lesioni interne. La sua Francesca lo seguirà intorno alle 22:00 della stessa notte. I funerali delle vittime si svolgeranno due giorni dopo, il 25 maggio nella Chiesa di San Domenico di Palermo.
LINK UTILI
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Francesco Manisi
la mafia è forte dio è onnipotente