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Massimiliano Coccia, scrittore e fondatore di Edizioni Ensemble insieme a Matteo Chiavarone, ci racconta l'avventura
Nell'Italia dei "bamboccioni", i giovanissimi Massimiliano Coccia e Matteo Chiavarone hanno fondato a Roma Edizioni Ensemble: un gruppo di giornalisti e scrittori che guardano con attenzione al panorama letterario cercando di promuovere giovani esordi ed eccellenze nascoste.
I loro libri vengono pubblicati senza alcun contributo da parte dell'autore, ragion per cui è fondamentale il reciproco sostegno e il coinvolgimento degli autori nel processo promozionale della loro creazione, puntando su eventi, reading, fiere, sul web e sui social network.
Come vi è venuta in mente l'idea di una casa editrice in un momento di crisi della cultura e in particolare dell'editoria?
"La crisi non è solo della cultura o dell'editoria, è di tutto. Non pensiamo che un meccanico o un giovane commerciante se la passino meglio di chi decide di puntare sulla cultura o sui libri. Pensiamo che in un periodo di stagnazione come questo occorre avere coraggio, puntare con passione alla propria massima aspirazione e lottare. Si lotta per qualcosa che si ama e noi amiamo i libri, amiamo scrivere, amiamo pubblicare e sentire l'odore della carta che diventa libro".
Come avete imparato a fare gli editori? Siete partiti da zero?
"In realtà non abbiamo imparato, cerchiamo di crescere ogni giorno nella nostra piccola comunità letteraria e cerchiamo di partire da un dato di qualità alto. Per noi conta quello che sta scritto dentro i libri, poi pensiamo a come lanciarli nel mercato, a come rendere al meglio il rapporto tra lettore e autore, a come distribuirli. Per noi tutto è importante e siamo fortunati perché abbiamo una meravigliosa e fresca squadra, la nostra redazione composta da Martina Pansini, una giovane studentessa di lettere, Martina Donati, che si occupa della parte grafica ed è anche la nostra art director, Davide Morbidelli, che con la sua Smart grigio metallizzata macina chilometri e conquista librerie, insomma siamo un gruppo unito partito da zero e abbiamo ancora tanto da fare e da crescere".
Che cosa volete dare all'Italia? Quali sono le vostre aspirazioni, ambizioni, speranze e proiezioni?
"Abbiamo deciso di restare innanzitutto, anche se forse sarebbe stato più facile andar via e lo abbiamo fatto perché amiamo questo Paese. Vogliamo cambiarla l'Italia, vogliamo farlo con tanta cultura, con tanti libri, vogliamo che finalmente ci sia meritocrazia e bellezza. La nostra più grande risorsa è la cultura, siamo la Terra di popolazioni antiche e nobili che hanno migliorato il mondo con astuzia, ingegno, bellezza, forza e vogliamo che il nostro Paese torni ad essere una culla di progresso e innovazione".
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alle 22:21
Massimiliano
Max e Matteo, coraggiosi. Ma soprattutto in gamba. Un abbraccio.