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Già vincitore del Golden Globe per la miglior regia, il kolossal è candidato anche a undici statuette agli Oscar. Scopri trama, protagonisti e curiosità del film destinato a sbancare anche i nostri botteghini.
E' un omaggio al cinema quello che Martin Scorsese (foto: infophoto) fa con la sua ultima pellicola in uscita oggi nelle sale italiane. Hugo Cabret, kolossal fantasy in 3D, che ha già fatto innamorare l'America, sino alla vittoria del Golden Globe e alla candidatura ad 11 statuette agli Oscar. La storia, tratta dal romanzo "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret" di Brian Selznick, trasporta lo spettatore nella Parigi anni '30 ed in particolare nella celebre stazione di Montparnasse. Il protagonista è un ragazzino orfano (Asa Butterfield) che vive da solo nei meandri di una stazione ferroviaria e trascorre le sue giornate riparando orologi, prima come aiutante di uno zio ubriacone e poi, quando l'uomo sparisce, da solo, attento a non farsi prendere da un baffuto e inflessibile ispettore (Sacha Baron Cohen) che spedisce tutti i bambini soli in orfanotrofio. Dopo essersi imbattuto in un macchinario da ricostruire, unico ricordo del padre (Jude Law), e in una ragazza eccentrica, Isabelle (Chloe Moretz), il ragazzino entrerà in contatto con un anziano e misterioso gestore di un negozio di giocattoli, finendo risucchiato in una magica e misteriosa avventura.
La sperimentazione del regista va oltre il 3D (prima esperienza in assoluto per Scorsese) ed è tutta nel mix tra nuova tecnologia e linguaggio delle origini che riecheggia negli incontri con i fratelli Lumière e con Georges Méliès, il primo è più visionario cineasta, dimenticato e caduto in disgrazia dopo la Prima Guerra Mondiale (nonchè primo inventore di sogni su grande schermo). La macchina da presa viene utilizzata come strumento per capire la realtà e la sfida del singolo per trovare un posto tra gli uomini: qui si prova a suggerire allo spettatore una chiave di lettura alternativa ed onirica ai meccanismi del mondo, un punto di vista di bambino, o meglio, del bambino Martin. 11 nomination agli Oscar (tra cui quella per miglior film, migliore attore protagonista, migliore attrice non protagonista, migliore sceneggiatura e regia). Non poteva mancare il tocco di italianità con gli straordinari set di Ferretti arricchiti di particolari dell'epoca e l'aiuto della decoratrice Francesca Lo Schiavo, che ha supervisionato la riproduzione di poster del 1930-31 da appendere nella stazione e su alcuni edifici.
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