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Ieri l'inaugurazione di un Festival del cinema in versione extralarge, organizzato in numerose sezioni. Scopri il tema scelto per la manifestazione e i registi italiani in concorso.
Inaugurato ieri sera un Festival di Berlino (nella foto:infophoto la giuria) in versione extralarge. Più di 400 le pellicole in programma, con 18 prime mondiali in concorso sino al 19 febbraio. Una rassegna organizzata in numerose sezioni: da Panorama (opere indipendenti provenienti da tutto il mondo), a Forum (per i palati più tosti, con la speciale sezione Forum Expanded), sino a Generation K e 14+ (dedicata all'infanzia e adolescenza), Shorts, Kulinarisches Kino (cinema e cibo, splendida abbinata), Teddy (tematiche omosessuali) e Talent Campus (gli esordienti).
Le 400 pellicole hanno un filo conduttore comune: il tema "Mondo in rivolta". Ieri la prima proiezione, alle 19.30, con Les adieux à la Reine, una coproduzione franco-spagnola di Benoït Jacquot, che racconta le ore di calma apparente che attraversavano i corridoi di Versailles poco prima della grande Rivoluzione. Tra gli interpreti, una favolosa Diane Kruger (nei panni di Maria Antonietta) e Léa Seydoux (già vista in Midnight in Paris di Woody Allen, qui nel ruolo della dama di compagnia ed intima amica della Regina).
Grande curiosità anche per la reazione che produrrà Indignados, una docu-fiction di Tony Gatlif, tratta dal romanzo Indignatevi del novantatrenne partigiano francese Stéphane Hessel, sui movimenti di rivolta che hanno incendiato le piazze d'Europa (e d'Israele) nel'ultimo anno e che da quel libro hanno preso il nome.
Tre i film italiani in concorso: Cesare deve morire dei fratelli Taviani, un film-documentario girato con i detenuti al carcere di Rebibbia; Diaz - Don't clean up this blood di Daniele Vicari e The Summit di Franco Fracassi e Massimo Lauria. Due film, quest'ultimi, che costruiscono la loro trama attorno alle tragiche vicende del G8 di Genova.
Fuori concorso, ma attesissimo soprattutto dalle teenagers Bel Amì di Declan Donnellan, con l'osannato Robert Pattinson che avremmo visto più adatto a In the Land of Blood and Honey diretto da Angelina Jolie nelle insolite vesti di regista. L'Orsetto d'oro alla carriera, infine, attende la già due volte premio Oscar (come attrice non protagonista per Kramer contro Kramer e un altro come attrice protagonista per La scelta di Sophie) Meryl Streep, sugli schermi in questi giorni con The Iron Lady, biografia dell'ex ministro inglese Margaret Thatcher.
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