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Alla scoperta della mostra "La Bella Italia", che si è da poco conclusa e che è stata ospitata alla Reggia di Venaria: in questa puntata trattiamo la sezione dedicata alla Venezia preunitaria
Scopriamo l'ultimo capitolo della grande mostra La Bella Italia, organizzata da Esperienza Italia per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, che nella location mozzafiato della Reggia di Venaria ha raccontato le grandi capitali preunitarie del nostro Paese attraverso oltre 350 splendide opere d'arte.
E l'ultima di queste importanti città è la grande e unica Venezia. Venezia che si rappresenta in mostra nell'immagine riflessa del proprio mito, celebrato dall'arte attraverso i secoli, fin quasi a fondere la proiezione simbolica della città con i momenti più gloriosi e drammatici della sua storia.
La sezione, curata da Giandomenico Romanelli, rappresenta alcuni momenti cruciali nella lunga storia di autonomia politica e istituzionale di Venezia e della sua Repubblica e ricompone le diverse anime di un luogo non luogo, tra immagini pittoriche evocative e realistiche.
Le icone della Repubblica, con i ritratti di Tiziano e il Leone marciano di Carpaccio, si alternano alle celebri raffigurazioni della città del Canaletto e alle visuali nostalgiche del Guardi, per riemergere nei colori del Tiepolo e nelle sculture del Canova.
Scopriamo "Venezia riceve da Nettuno i doni del mare", un'opera di Giambattista Tiepolo, pittore e incisore italiano vissuto nel '700 e proveniente proprio dalla Repubblica di Venezia.
"Questo dipinto è stato realizzato da Tiepolo per la sala delle Quattro porte in sostituzione di un affresco di Jacopo Tintoretto raffigurante le Nozze di Venezia con Nettuno, andato in rovina. E' stato eseguito tra il 1756 e il 1758, anno n cui fu copiato in un'incisione dal figlio di Giambattista, Giandomenico: datazione questa che trova conferma nelle evidenti sintonie di carattere stilistico e tipologico con numerose altre opere di Giambattista risalenti a questo stesso torno di tempo. Chiamato a inserire il suo dipinto in un contesto interamente cinquecentesco, Tiepolo ha accentuato la ripresa dei motivi tipici dell'arte veneziana di quel secolo, guardando in particolare alle tele di Paolo Veronese della sala dei Dieci. Venezia - raffigurata, come da tradizione, da una bellissima giovane vestita di un manto d'ermellino, incoronata e ripresa mentre regge con la mano sinistra il bastone raffigurante il potere militare e si appoggia sul capo del leone, simbolo della città -, viene omaggiata dal dio del mare, che le reca i suoi preziosi doni traboccanti dalla cornucopia: evidente vi appare l'intento di celebrare la potenza della città, che dal mare ha tratto la sua ricchezza".
Testo tratto dal catalogo ufficiale della mostra "La Bella Italia" (descrizione opera a cura di Filippo Pedrocco)
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