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Alla scoperta della mostra "La Bella Italia", che si è da poco conclusa e che è stata ospitata alla Reggia di Venaria: in questa puntata trattiamo la sezione dedicata alla Milano preunitaria.
La Bella Italia alla Reggia di Venaria si è ormai conclusa, ma qui continua il racconto dedicato alle capitali preunitarie d'Italia attraverso le grandi opere della mostra. Mancano solo due sezioni, che ci fanno scoprire due grandi città, ma partiamo dalla prima: Milano.
Internazionale e moderna, Milano ritrova nell'immagine dell'Italia preunitaria il ruolo sancito dalla storia di grande centro propulsore dell'arte, del pensiero politico e dell'economia.
Una selezione di opere importanti, a cura di Pietro Marani, illustra i momenti salienti dell'epopea lombarda, mettendone in luce la doppia vocazione intellettuale e imprenditoriale.
Dai cantieri rinascimentali del Duomo e della Certosa di Pavia, con le testimonianze lasciate alla Corte Sforzesca da Leonardo da Vinci e Donato Bramante, la mostra racconta la spiritualità spagnola nella Milano dei Borromeo e il nuovo fervore illuminista nella Milano austriaca e napoleonica.
Il celebre Bacio di Francesco Hayez simboleggia, infine, l'eroismo delle Cinque Giornate che diedero avvio al Risorgimento. E scopriamo proprio questa splendida tela del pittore italiano, massimo esponente del romanticismo storico.
"Icona celeberrima della pittura italiana dell'Ottocento, fin dalla sua presentazione assurta a simbolo stesso degli ideali risorgimentali, Il Bacio di Hayez è qui presentato nella versione esposta all'Esposizione Universale di Parigi del 1867 eseguita, come ricorda la firma, nell'anno dell'unificazione nazionale, due anni dopo l'esemplare della Pinacoteca di Brera. Riemersa di recente (European Paintings,Sotheby's London 2008, n. 109), ma già annotata da Hayez al n. 189 del suo Elenco manoscritto di quadri (Milano, Biblioteca Braidense), la tela fu commissionata al pittore da Federico Mylius, discendente del banchiere e imprenditore Enrico che, trasferitosi nel 1792 da Francoforte a Milano, oltre ad essere stato il fondatore e primo presidente della Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri, divenne committente di spicco (di Hayez, Marchesi e Thorvaldsen), istituì un premio per la pittura presso l'Accademia di Brera e formò in città circoli intellettuali che accolsero Manzoni, d'Azeglio e Goethe. Definita dal consueto nitore espessivo, rispetto alla redazione braidense la tela presenta la variante in bianco del vestito femminile, dettaglio che esplicita ancora di più il riferimento simbolico, caratteristico della serie del 'bacio', ai colori della bandiera italiana".
Testo tratto dal catalogo ufficiale della mostra "La Bella Italia" (descrizione opera a cura di Furio Rinaldi).
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