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Il primo libro (instant book) sulla vita e la morte della cantante londinese Amy Winehouse, recentemente scomparsa: scopri tutti i dettagli su questa pubblicazione record!
Per chi non lo sapesse, un instant book è un libro pensato e scritto in tempi velocissimi, solitamente a ridosso di un evento importante di attualità o, comunque, di dominio pubblico.
"Amy Winehouse Fino Alla Morte" è il primo instant book pubblicato dopo la morte della cantante londinese e sarà disponibile dal 5 agosto nelle librerie per Chinaski Edizioni.
Il record in questo caso è tutto italiano, scritto da Episch Porzioni e Prince Greedy in 48 ore, pur partendo da diverse indagini e documentazioni che stavano già elaborando da tempo. Lo fanno seguendo in diretta le notizie, le dichiarazioni, le autopsie. Si trasformano in medici legali e ci raccontano una persona che mai prima d'ora era stata raccontata nella sua umanità e nelle sue debolezze.
160 pagine di racconti, interviste e trascrizioni con la inusuale prefazione del cantautore spagnolo Tonino Carotone.
Qui di seguito un breve estratto del libro:
"Amy Winehouse è stata trovata morta nella sua casa di Londra lo scorso 23 luglio. Le cause del decesso sono ancora ignote ma si presume che la sera prima Amy abbia assunto una dose eccessiva di droghe, andando in overdose. Amy Winehouse, la star mondiale, un talento smisurato, ma tossicodipendente, alcolizzata, eccessiva. Nessuno al mondo si è stupito della sua morte, a partire dalla madre, che poco dopo il rinvenimento del cadavere ha dichiarato: "Me l'aspettavo, era solo questione di tempo". Tutti la consideravano un talento raro, ma buttato al vento da una condotta di vita scellerata".
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alle 01:01
Valeria Scuderi
Condotta di vita scellerata?
Eccessiva?
Trovo queste parole molto negative per descrivere una persona che soffriva di tossicodipendenza. Che la madre non si sia sorpresa sottolinea la sua incapacità di aiutare la figlia, la storia di Amy è simile a quella di tante altre persone che cadono nella trappola della droga/alcol, solo che loro non sono famosi e quindi nessuno li piange.
Si cade nella trappola della droga quando si è deboli e quando intorno a noi non c'è nessuno che capisce, protegge, aiuta. Spesso chi fa uso di droga vive in ambienti in cui a fare uso di droga è la maggioranza, vedi quartieri degradati, case popolari, oppure all'opposto famiglie bene che vivono in quartieri alla moda. E' molto più difficile che a far uso di droga sia il figlio di una famiglia di classe media. Chi usa droga o beve all'eccesso ha solitamente un genitore o un fratello/sorella che fa altrettanto. Chi fa uso di queste sostanze solitamente non è capace di porre barriere fra se stesso e la società che lo circonda. Queste persone sono solitamente o troppo timide e chiuse in se stesse o all'opposto troppo socevoli ed incapaci di mantenere le distanze. Hanno bisogno di essere guidati nella ricerca del loro spazio protettivo, hanno solitamente genitori incapaci d'aiutarli, che da piccoli gli hanno lasciato troppa libertà oppure li legavano troppo. queste persone non si sentono sicure e non riescono a vivere in modo indipendente, anche nella ricerca del compagno sono distruttivi, cercano infatti altre persone simili a loro perchè sperano di essere capiti, ma il problema è che due persone deboli non sono d'aiuto l'uno a l'altra. Buona notte.