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Scopri tutti i dettagli sulla sezione della mostra "La Bella Italia", fino a settembre alla Reggia di Venaria, dedicata a Palermo, capitale preunitaria.
Un'altra capitale preunitaria raccontata dalla mostra "La Bella Italia" alla Reggia di Venaria: dopo Roma, Torino, Firenze e Genova, voliamo a Palermo.
Testimonianze artistiche delle molte culture della città siciliana, tra il Medioevo e l'età moderna, scandiscono il cammino della città.
Con riferimento agli studi compiuti durante il Risorgimento dallo storico palermitano Michele Amari, la sezione curata da Vincenzo Abbate apre sul mito dell'età normanno-sveva, nel segno della convivenza dei popoli, con preziosi manufatti autoctoni e d'importazione islamica e la tela ottocentesca di Giacomo Conti raffigurante la corte di Federico II.
In chiusura il tema dei Vespri siciliani (nel dipinto di Michele Rapisardi) è collegato direttamente all'epopea garibaldina: la rivolta del popolo al sopruso angioino nel 1282 rappresenterebbe la prima presa di coscienza del sentimento indipendentista.
E scopriamo proprio quest'opera di Michele Rapisardi, artista originario di Catania, che rappresenta la rivolta popolare scoppiata a Palermo nel 1282.
"Tornando al prediletto tema medioevale fuori dalla metafora indipendentista, Rapisardi dipinge il noto episodio tratto da La guerra del Vespro Siciliano di Michele Amari, fonte di illustri precedenti della tradizione romantica per l'esplicito significato di rivolta contro l'oppressore. La concitata scena, di cui si conservano studi e disegni preparatori nelle collezioni civiche e private catanesi [Paladino 1990; Guastella 1997], dalla realistica ambientazione sullo sfondo del monte Pellegrino e del golfo di Palermo, confinata tra lo scorcio della chiesa di Santo Spirito e una stele crucifera, si articola, con studiata ma statica teatralità, nel gruppo di rivoltosi, tra i quali spicca l'autoritratto del pittore che brandisce un pugnale, attorno alla donna offesa sorretta esanime dallo sposo e da un'amica, e nello scontro in primo piano tra Droetto atterrato e il giovane nell'atto di ucciderlo. L'artista lasciò incompiuto il dipinto per i mancati esiti della ricerca luministica applicata al quadro di storia [Ficarra 1987] che lo indussero ad abbandonare il genere a favore delle sperimentazioni en plein air sulla scia delle frequentazioni macchiaiole nel fiorentino Caffè Michelangelo".
(Testo tratto dal catalogo ufficiale della mostra "La Bella Italia")
(descrizione opera a cura di Luisa Paladino)
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