Tracce Maturità 2011: Amore, odio e passione

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Maturità 2011: la traccia del tema artistico-letterario e qualche suggerimento per lo svolgimento.

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Dopo i suggerimenti relativi ai temi (le reazioni degli studenti su Twitter e le nostre video interviste!) da svolgere a partire dalle frasi di Andy Warhol e Eric Hobsbawn e un approfondimento su Giuseppe Ungaretti, qui di seguito la traccia del saggio breve dell’ambito artistico-letterario:

Amore, odio, passione” con brani di Verga, D’Annunzio e Svevo. Tra i documenti proposti agli studenti ci sono tre dipinti “Il bacio” di Klimt, “Ettore e Andromaca” di De Chirico e “Gli amanti ” di Pablo Picasso. Presenti poi brani tratti dai «Promessi Sposi» di Manzoni, da «Il trionfo della morte» di D’Annunzio, dalla «Lupa» di Giovanni Verga e uno da «Senilità» di Italo Svevo“.

A seguire, un breve riepilogo sui tre autori e qualche indicazione di massima sui tre dipinti citati nella traccia.

Giovanni Verga (fonte): Vita e opere: nasce a Catania nel 1840 da una famiglia benestante e d’antica origine nobiliare. Trascorre l’infanzia nel clima nuovo del liberalismo siciliano, pervaso di intenti patriottici di tipo carbonaro che influenzano profondamente la sua prima formazione. E’ il romanzo del 1874 “Nedda” a segnare l’inizio del Verismo verghiano: le altre opere fondamentali sono le novelle “Primavera e altri racconti” (1877), ” Vita dei campi” (1880), e le quattro “Cavalleria rusticana”, ” La lupa”, “Ieli il pastore” e “Rosso Malpelo”, espressione della più alta novellistica verghiana. Con i “Malavoglia” lo scrittore giunge al romanzo muovendo dalle stesse basi delle sue novelle precedenti, e segna una straordinaria rivoluzione nella letteratura italiana, proseguita poi, nel 1888, da “Mastro don Gesualdo.Muore nel 1922, all’età di 82 anni, nella sua Catania.

Gabriele D’Annunzio (fonte): Le opere: D’Annunzio debuttò giovanissimo con la raccolta di versi Primo vere (1879), cui seguì nel 1882 Canto novo, che uscì con la co pertina disegnata da F.P. Michetti, e nel quale è evidente l’imi tazione di Carducci, temperata da una vena sensuale e naturalistica. Dall’estetismo europeo assimilò ideali di sensibilità e raffinatezza e il gusto del tecnicismo formale. Nacquero così, accanto a alcune raccolte di versi, i romanzi: Il piacere (1889), Giovanni Episcopo (1891), e L’innocente (1892). Soprattutto negli ultimi due si può avvertire la lezione di Tolstoj e di Dostoevskij, ma ridotta da studio del profondo a languida ostentazione del morboso.

Italo Svevo (fonte): Le opere: Tutte le sue opere hanno uno stile molto simile: vedono la presenza di due figure contrapposte: una sveglia, attiva, l’altra inetta, incapace di vivere. L’inetto, però, subirà un’evoluzione nel corso dei libri, arrivando alla sua espressione più completa solo con “la coscienza di Zeno” (Una Vita, Senilità, La coscienza di Zeno).

“Il bacio” di Klimt (fonte): Il Bacio di Gustav Klimt e la città di Vienna. Forse perché ricorda l’ultimo periodo del massimo splendore dell’epoca di Franz Joseph, la città di Vienna dà particolare enfasi al dipinto Il Bacio di Gustav Klimt. La stessa collocazione nel Museo del Belvedere di Vienna è un segno che Il bacio di Gustav Klimt è un po’ la summa dell’epoca d’oro della sua pittura ed anche dell’epoca d’oro di Vienna capitale culturale del mondo di quel tempo. Anzi il Bacio di Klimt è senza dubbio la maggiore attrazione del Museo del Belvedere. Vienna infatti pullula di sono negozi che riproducono Il Bacio di Gustav Klimt, non solo negozi di stampe di tutte le dimensioni, ma anche di oggetti, tovaglie, accessori, vetreria, tutti riproducenti o almeno ispirati a Il Bacio di Gustav Klimt.

“Ettore e Andromaca” di Giorgio De Chirico (fonte): “Come nelle Muse inquietanti, anche in Ettore e Andromaca troviamo dei manichini ma in questo caso sono protagonisti: entro l’ampia prospettiva con la consueta atmosfera rarefatta e sospesa, contro un cielo cupo, i due mitici personaggi si stringono nell’ultimo abbraccio presso le “Porte Scee”, prima del duello con Achille che sognerà la morte di Ettore; ma non sono personaggi reali e neppure autentici manichini di sartoria; somigliano alla forma dei manichini perchè gli elementi costituenti sono composti in quel modo, ma questi singoli elementi sono figure geometriche astratte, come astratto è il complesso. Per raggiungere questa astrazione è importante in De Chirico, accanto al colore, il disegno che fa parte della sua formazione artistica fin dal tempo dei suoi studi in Grecia e che ha sempre costituito un fattore idealizzante della realtà”.

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IMPORTANTE! i temi ufficiali della Maturità 2011! Ecco la traccia utile per sviluppare il tema su Andy Warhol e la fama effimera. Ecco quella su Eric Hobsbawn, Enrico Fermi, quello su “destra e sinistra” e l’analisi del testo di Ungaretti. E infine “siamo quello che mangiamo?” (seconda versione).

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