Blogosfere Cultura
Stamattina ero sulla metropolitana e ho fatto un incontro speciale, uno di quelli che neanche Sliding Doors.
Ero, guarda caso sulla linea rossa in direzione Rho-Fiera, tutta presa a "navigare" sul mio telefonino quando mi sono imbattuta - non chiedetemi come, perchè non saprei rispondere - in un blog romanticissimo e d'altri tempi che condivide con me una passione mai nascosta e borderline con il feticismo, per la gente che legge in metropolitana e, soprattutto, per i loro libri.
Probabilmente sarà capitato anche a voi, a meno che abitiate nell'Upper East Side e che non abbiate mai bazzicato sottoterra, di buttare un occhio furtivo al libro che il vostro vicino di sedile sta leggendo con avidità e completamente avulso dal contesto.
Io ad esempio, non solo mi ci siedo appositamente di fianco, ma mi spingo oltre e mi unisco alla lettura nella trepidante attesa che arrivi anche lui in fondo e volti finalmente pagina. Ma questa è un'altra storia.
Il blog Libri in Metrò (sottotitolo: Cosa leggono i passeggeri nei vagoni affollati?) meritava di essere segnalato per l'originalissima idea di recensire non tanto il libro quanto il lettore, ma anche per la frase che ne riassume gli intenti: "...perché se qualcuno è disposto a sgomitare dentro una metro affolata per farsi spazio e leggere il suo libro...quel libro vale!"
Partire dal lettore per raccontare un libro è un esperimento curioso quanto interessante. Non per questo dobbiamo dedurre che tutti quelli che leggono Tolkien debbano avere una figlia minore che gliel'ha consigliato o che chi si cimenta (e complimenti a lui) ne "La cognizione del dolore" di Gadda debba per forza indossare una giacca in velluto a coste, no.
Però, in maniera per nulla sentimentale, dal momento in cui le descrizioni non presentano nessun tipo di inutile divagazione, sottolinea un assunto che molto spesso ci sfugge. Che chi legge un libro ha, anche lui, una storia alle spalle da raccontare.
E possiamo "leggerla" noi, facendo perno su quel dono celestiale che si chiama Immaginazione.
Un esempio: "Libro: Il Giapponese Senza Sforzo Volume 1. Lettore: uomo sui 45 anni. Avvolto in una giacca di pelle chiara con risvolti di pelliccetta, dall'aspetto molto calda. Calzava scarpe da trekking e sul naso aveva occhiali tondi e piccoli. Il libro era appoggiato sullo zaino che a sua volta era sulle ginocchia. Era quasi alla fine del suo volume, sembra pronto per partire per il Giappone".
La pornostar Alessia Donati autrice di un libro molto hot: "Una storia di erotis…
Libri in metrò, il primo blog che racconta la storia di chi legge
Il nuovo spot "davvero" bruttissimo di Alfonso Luigi Marra: fuori Manuela Arcuri…
Libri di Natale: metti un bestseller sotto l'albero
Il libro "Il labirinto femminile": Manuela Arcuri, i conti che non tornano e uno…
Fabio Volo libri: il nuovo romanzo "Le Prime Luci del Mattino"
Gioconda Leonardo da Vinci: la petizione per riportare il quadro a Firenze
The Familiars: trama e booktrailer del fantasy che sta per conquistare il cinema
Hysteria: brillante storia della nascita del vibratore nella Londra dell'800
Premio poesia e racconto: concorso letterario "Poesie e Racconti per Strada"
alle 10:55
Gianluca
Complimenti! Cosa sapreste dirmi sulla lettura sulla banchina? Anche qui ho notato un gran numero di lettori e comportamenti simili a quelli descritti da Valentina. Secondo voi quanto può essere interessante creare delle "nicchie" minime apposite per una lettura più intima e riservata (soprattutto anche nelle stazioni dove i tempi d'attesa sono più lunghi)?