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I simboli negli occhi della Gioconda e la polemica di Vittorio Sgarbi contro l'ennesimo "Codice Da Vinci"

Valentina Sansoni avatar Mercoledì 22 Dicembre 2010, 17:17 in Arte , Attualità di Valentina Sansoni

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Non credo stupisca nessuno il fatto che periodicamente, visto l'interesse che da sempre suscita il quadro di Leonardo Da Vinci, escano notizie dai contorni più o meno "esoterici" riguardanti la famosa Gioconda, uno dei ritratti più famosi ed enigmatici al mondo.

L'ultimo "rumor" riguarderebbe più precisamente una serie di lettere e numeri nascosti negli occhi della Monna Lisa. Una manciata di giorni fa infatti, le affermazioni del Comitato nazionale per la salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali del nostro Paese riguardanti la presenza di una sorta di messaggio cifrato visibile soltanto attraverso un ingradimento ad alta risoluzione dell'immagine, hanno rinvigorito ancora una volta l'interesse di cultori d'arte e di appassionati di misteri storici.

Il nuovo codice leonardesco (spiegato nel volume del ricercatore Simone Vinceti "Il segreto degli occhi della Gioconda", di imminente pubblicazione) si nasconderebbe nella pupilla destra, dove comparirebbe la coppia di lettere L V (le iniziali del pittore?), e in quella sinistra dove ad un'attenta analisi dovrebbero balzare agli occhi le lettere C ed E o una B (le iniziali della modella?).

Sarà vero o non sarà vero? Mentre voi potrete farvi un'opinione personale andando a visitare la foto navigabile pubblicata recentemente da Repubblica, nel frattempo è comprensibilmente montata la polemica tra i critici d'arte.

A mettere da parte ogni dubbio residuo è Vittorio Sgarbi che, incolpando il team di Vinceti di speculazione scientifica ha parlato di "assolute insensatezze" e ha denunciato senza mezzi termini questi fenomeni che ha definito di "vampirismo": "queste persone si attaccano a un autore importante soltanto per far parlare di sé".

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2 commenti
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20 Feb 2012
alle 22:54

roberto grazioli asti

il più grande disegnatore di ogni tempo avrebbe ritratto il menzionato ponte, tralasciando di evidenziare  la citata gobba!  Quello strano fondale vuole apparire a chi lo guarda, un paesaggio che, paesaggio non è. Idealmente la Gioconda di Leonardo  si dovrebbe iniziare a guardarla, pensando al disegno chiaroscurale concepito dallo scienziato  per stabilire i suoi valori matemateci che, esprimono la scienza del colore, una specie di daltonismo comune alla teoria delle ombre. Bisogna considerare che, la produzione artistica di Leonardo sino a tutti il XVIII secolo era più una curiosità che altro, i suoi disegni venivano barattati con stampe di autori scomparsi da tempo dalla scena dell'arte, per cui capisco le difficoltà dei giovani ad approciarsi a questo autore. Se può consolarli,la caccia al codice da Vinci, non è cosa recente, la iniziò Napoleone Bonaparte.  Roberto Grazioli Asti

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27 Dic 2010
alle 19:24

Gian Luca Libretti

La GIOCONDA … Bianca Sforza ed il Ponte Gobbo di Bobbio

E se la "GIOCONDA" fosse Bianca Sforza moglie di Galeazzo Sanseverino, Marchese di Bobbio e Signore di Voghera, ed il Leonardo soggiornò a Bobbio nel Piacentino nel cuore della Val Trebbia, forse il Ponte Gobbo potrebbe essere quello del quadro. La teoria è suggestiva, e avvalorata da numerosi elementi. E’ questo, infatti, il sunto di una ricerca di una studiosa savonese, Carla Glori. In sostanza, l’eminente studioso-scienziato-pittore toscano avrebbe potuto sostare a Bobbio, nel Rinascimento vero fulcro della cultura europea con una grande biblioteca e di posizione strategica sulla Via Francigena e la Via del Sale. Da qui, a memoria, avrebbe ripreso il paesaggio del Ponte Gobbo bobbiese (lo potete notare poco sopra la spalla destra di Monna Lisa), poichè il ritratto di Monna Lisa venne ultimato in diversi anni. Questa è solo una teoria, ovviamente, che la studiosa ligure farà approfondire al museo del Louvre con l’invio dello studio completo. Ma il paesaggio di Bobbio ricorre in un’altra opera di Leonardo, la “Madonna dei fusi”: questa volta la panoramica sembrerebbe corrispondere in tutto e per tutto alla vista del manufatto sul Trebbia dalla “terrazza” naturale della Madonna del Penice, a pochi chilometri di distanza.

News tratta da Il Piacenza: http://www.ilpiacenza.it/eventi/gioconda-potrebbe-essere-stata-dipinta-bobbio.html

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