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La poetessa Alda Merini, 78 anni, é morta oggi pomeriggio alle 17.30 nel reparto di oncologia dell'Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano. A noi piace ricordarla così.
Caterina Soffici per Vanity Fair
LA SCRIVANIA. Non c'è. Come non ci sono suoi libri in casa. Ne ha scritti più di quaranta, tra poesia e prosa, ma non ne conserva neppure una copia. Prima scriveva a macchina (ha due Olivetti, una Lettera 35 e una vecchia Studio 46, impolverate, appoggiate su uno scaffale ricoperte di fogli e ritagli di giornale) poi ha smesso perché la vicina di casa protestava per il ticchettio notturno. "Noi poeti lavoriamo di notte, i poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto". Adesso detta i suoi versi a un amico fidato sdraiata sul letto. "Il mio letto è sacro. Qui sono nate le migliori poesie".
L'OGGETTO DI CULTO. Non c'è. La Merini vive circondata da migliaia di oggetti, ma niente le appartiene. Non esiste un cosa speciale, a cui sia affezionata. Sporcizia e cianfrusaglie si accumulano ovunque. Il tavolo? "Sono 50 anni che nessuno vede cosa c'è sotto". Ricoperto di carte, ritagli di giornali, libri, foto di personaggi, ritratti di bambini, foto sue, animali di peluche, sculture, pupazzetti, avanzi di cibo, una sveglia della Vespa, un gelataio in gesso, un cowboy, la scultura di una donna nuda, un vecchio televisore e un videoregistratore unti e impolverati. Perché tiene tutta questa roba? "Ho fatto molti elettrochock, non ricordo". C'è qualcosa che le piace? "No".
FIORITURE. Un mazzo di calle bianche che qualcuno ha portato sta seccando in un vaso. Per la casa sono sparsi altri fiori secchi e fiori di peluche, orrendi. "Li porto io, io mi premio coi fiori. Quelli li prendo dai cinesi qui sotto sul Naviglio".
LA CURIOSITA'. Le stufette per riscaldare la casa: nel bilocale ce ne sono sette. Forse qualcuna funziona. L'ultima è un regalo, modernissima a forma fallica che le piace molto.
LA TARGA. Sulla porta d'ingresso un cartello "Attenti al gatto" e una targa d'ottone in onore di Vanni Scheiwiller, l'editore e amico che ha stampato i suoi libri più importanti: "A Vanni - Un uomo che volò talmente alto che molti indeboliti spiriti l'atterrarono".
DELIRIO FUMOSO. Le sigarette le spegne sul pavimento di graniglia. "Ah il piacere di buttare per terra". Pacchetti di sigarette e mozziconi sono sparsi ovunque. Sui mobili e sul comodino le bruciature formano intarsi straordinari, quasi artistici. "Io fumo di tutto e non perdo l'appetito anche nei momenti peggiori. Che palle quelli che dicono: no grazie non fumo". Lei si accende una sigaretta dietro l'altra. "Mio papà era un grande fumatore. Prese un infarto. Si svegliò dal coma e chiese una sigaretta". Sul comodino sciroppi per la tosse, Augmentin, Fluimucil, bottigliette d'acqua e blister di medicine aperte.
UN FISICO BESTIALE. "Mi piace sporcare la casa. Vivere nel pattume. Come i maiali. Perché il maiale pulito non diventa grasso. Non mi lavo da vent'anni. Stare lì a lavarmi? Perché mai? Io odoro di paradiso. Mio marito si faceva tre docce al giorno. È morto di cancro. Il medico mi ha detto che è morto perché era troppo pulito. La bestia non puzza come l'uomo". "Quando vieni fuori dal manicomio e sei ancora vivo non hai tempo per lavarti".
CARTA D'IDENTITA'
Alda Merini, 77 anni, poetessa.
Nata il 21 marzo 1931 a Milano dove tuttora vive in una casa sul Naviglio.
SEGNI PARTICOLARI: non supera la prova d'italiano e non viene ammessa al Liceo Classico Manzoni. Suona il pianoforte. Altra bocciatura al Festival di Sanremo del 2007 quando viene escluso "Sull'orlo della grandezza" (testo di Alda Merini, musica e interprete Giovanni Nuti).
VERSI BESTSELLER: E' l'unica poetessa in Italia che vende 20mila copie. Esordisce giovanissima, a 16 anni. Primo volume "La presenza di Orfeo". Stimata da Quasimodo, Pasolini, Spagnoletti, Maria Luisa Spaziani. Nel 1993 ha vinto il premio Librex Guggenheim "Eugenio Montale" per la poesia. Nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il premio Procida Elsa Morante. È stata candidata più volte al Nobel per la Letteratura.
LE OMBRE NELLA MENTE. Primo ricovero a 16 anni. Dal 1961 al 1979 sono più gli anni di internamento in manicomio che quelli passati fuori.
GLI IMPERDIBILI: Tu sei Pietro (1961). La Terra Santa (1984), Delirio amoroso (1989), Superba è la notte (2000), In prosa: L'altra verità. Diario di una diversa (1986), La pazza della porta accanto (1995).
MUSICA E PAROLE : Nel 1999 Roberto Vecchioni scrive "Canzone per Alda Merini". Nel 2003 Einaudi pubblica Clinica dell'abbandono (introduzione Ambrogio Borsani e scritto di Vincenzo Mollica): cofanetto con videocassetta "Più bella della poesia è stata la mia vita". Nel 2004 esce cd "Milva canta Merini": 11 canzoni tratte dalle poesie di Alda Merini con musiche di Giovanni Nuti. Nel 2006 il Poema della Croce viene rappresentato nel Duomo di Milano davanti a quattromila spettatori entusiasti e commossi.
Buon viaggio Alda ovunque tu sia!
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alle 07:32
neroamor
Sembrava una montagna(non la merini...una)
Non sei una cima delle ande
Ne la vetta del cervino.
Sei un gran sasso d'appennino
Una collina che non scopre
Una laguna
Un acquitrino
Un pozzo nero sputato in mare.