"Dove il silenzio muore" e altre letture nere, gialle e rosa: i consigli di lettura di Simonetta Santamaria
Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 07:20 in Interviste, Libri
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato l'intervista di Fragmenta a Simonetta Santamaria, deifnita lo Stephen King italiano.
Ecco quali letture consiglia questa scrittrice in nero che va contro ogni stereotipo sulle penne in rosa!
Tu leggi anche altri generi?
Certo. Classici, romanzi, qualche saggio, testi umoristici, perfino! Mi piace l'ironia, ti mette le ali ai piedi. Ma il libreria l'occhio mi cade sempre sulle copertine inquietanti e il cuore mi porta prima alla sezione horror/thriller/noir.
E da bambina, ragazza, che tipo di romanzi ti prendevano di più?
Ho iniziato a leggere prestissimo e ho cominciato con Salgari. Ho letto e riletto l'intera saga, la vita di Sandokan era la mia, i luoghi e i suoi amici erano i miei. Il suo personaggio mi calzava come un guanto ma mai, mai mi sono identificata in Lady Marianna, la perla di Labuan. Lo dico sempre, se esiste la reincarnazione, io devo essere stata un uomo, un cowboy, per la precisione. Non sono mai stata attratta da ciò che piaceva alle altre ragazze ma volevo fare quello che facevano i maschi. Non mi piacciono le prevaricazioni, fanno scattare in me una sorta di competizione.
Quali sono gli autori di horror italiano che preferisci?
Non è che ce ne sia una gran scelta. Nonostante un'attesa rinascita e un sempre crescente numero di appassionati, l'horror è ancora considerato un genere letterario minore e spesso snobbato dalle grosse case editrici che preferiscono investire su nomi stranieri già noti. In questo modo la nostra produzione viene mortificata e svilita; abbiamo autori che non hanno nulla da invidiare ai soliti noti. Nei miei scaffali ci sono scrittori come Valerio Evangelisti e Gianfranco Nerozzi, Danilo Arona, Alda Teodorani (ecco una donna che però è dichiaramene splatter), Chiara Palazzolo (altra donna che scrive un horror più classico, fantasy con la sua saga dei Sopramorti, una interessante variazione sul tema dei vampiri.) Come vedi la produzione italiana langue.
Ci parli del tuo ultimo romanzo?
Dove il silenzio muore (Cento Autori) è un romanzo ambientato a Napoli, come tutte le mie storie, in un borgo immaginario ai piedi della collina di Posillipo. Tutto parte da un antico manufatto egizio, l'Ouroboros, il serpente che si morde la coda simbolo di rigenerazione ed eternità, governato da Apopis, dio del Buio, che porta scompiglio e morte ai giorni nostri. C'è Sara, la protagonista, che ha il dono, o la maledizione, di vedere, una sorta di capacità medianica fatta di strane visioni che lei stessa dovrà poi decifrare. Nella narrazione passato e presente s'intrecciano fino a formare un'unica incalzante e soffocante traccia che porterà all'epilogo. Si parte da un capitolo Zero e si finisce con un capitolo Zero: tutto riparte dal principio, proprio come per l'Ouroboros.






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