Blogosfere Cultura
Carolibri. Tutti al Libraccio. Tutti al mercatino dell'usato. Tutti alle calcagna dell'annata scolastica precedente sperando che nessun docente guastafeste nel frattempo abbia cambiato i libri di testo. E giù di gomma per cancellare sottolineature e esercizi svolti, anzi no:
E via dicendo, considerando che la voce faccio gli occhi dolci oggi comprende varianti che vanno dalle fotografie allusive col cellulare al puro ricatto. Ai miei tempi bastavano gli occhi dolci ma temo sia chiaro che, nonostante mia sia ripetutamente prodotta in questa gag, non sono mai diventata velina.
Fatto sta che quei libri più o meno cancellati rinascono a nuova vita passando di mano in mano. Nella migliore delle ipotesi la metempsicosi può ripetersi forse per un paio d'anni dopo i quali bisogna irrimediabilmente aggiornarsi. I libri cambiano: a volte solo nella copertina, a volte solo nell'appendice - che da tempo sappiamo essere inutile negli esseri umani, figuriamoci nei libri - ma mai che si cambi nel supporto.
E così è il macero.
Mi rincuora la consapevolezza che da qui prende vita un'ulteriore serie di reincarnazioni della carta in nuovi oggetti più o meno leggibili. Ma c'é una cosa che mi dà le vertigini: i compiti delle vacanze. Libretti di esercizi, letture, compitini e compitoni da svolgersi durante le vacanze estive: illustrati da immagini più o meno idiote, di solito hanno per protagonisti tre bambini inglesi e un dinosauro o un tenero animaletto che invita i bambini a guidarlo attraverso il labirinto per raggiungere una succulenta merenda che poi, egoista, non divide con i solerti bambini.
Chiunque abbia aiutato un cuginetto/nipotino/fratellino a fare i compiti sa di cosa parlo.
Immaginate intere pile di questi libri. Tutti uguali. Eserciziari che si usano un'estate e poi non se ne sa più nulla. Dopo nove mesi di libri, sussidiari, fotocopie, testi vari - un parto cartaceo completo di tutto - anche l'estate ha il suo tributo di carta.
E poi a settembre tutti parlano del carolibri. Come avrete *sicuramente* letto su Blogosfere Cultura ieri, il problema è ciclico. Ma non è detto che non abbia soluzione, anzi. Si fa tanto parlare dell'innovazione nella scuola e della necessità di avviare gli ignari nativi digitali a un uso consapevole del Web. Perché non cominciare dalla scuola?
Perché non cominciare con un serio passaggio al digitale? Economico, trasportabile, modificabile, personalizzabile, riutilizzabile. Alcune case editrici si stanno già muovendo e hanno lanciato interessanti offerte per le scuole. Ma che ne dite di ministerializzare il tutto? Ci sono aziende che potrebbero sponsorizzare e aiutare le scuole ad aggiornarsi e agari creare pure un interessante ponte verso il lavoro.
Non fatelo per la mia vertigine. Fatelo per non vedere più il settore al macero nei punti vendita del Libraccio.
Il noleggio presenta gli stessi problemi dell'usato e le case editrici lo combatteranno nello stesso modo: creando sempre nuove edizioni con arbitrari aggiornamenti che rendono inutilizzabile il testo di due anni prima.
Per molti testi, infatti è impensabile avere in classe edizioni diverse, per esempio un testo di matematica dove cambia il numero degli esercizi: vi immaginate in classe? a pag. 45 esercizi dal 5 al 12 dice l'insegnante, salvo scoprire che per alcuni quella numerazione a quella pagina non c'è o corrisponde a test diversi.
E con questa prospettiva, chi acquista i testi da noleggiare? e a che prezzo dovrebbe affittarli sapendo che deve ammortizzare l'acquisto, e magari guadagnare, in massimo due anni?
Come al solito, o per connivenza o per incompentenza, si fa il gioco degli editori...
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alle 08:30
Filippo - Il Castigatore
L'Italia è il paese delle logge, dai Telefoni, alle Assicuazioni, alle aziende Petrolifere, alle case Editrici ... ai pubblici dipendenti, ai nostri parlamentari, vera casta portante del debito italiano (sempre distratti sulle 'nostre' cose). E mentre noi ci arrabattiamo per arrivare a fine mese, loro si aumentano gli stipendi, i benefit 'aziendali', (autisti e portaborse etc..) e le mini pensioni (e che pensioni) dopo solo 6 mesi di 'legislatura', mentre io devo sudare per 25 anni per poi avere una pensione da fame; il tutto con il silenzio di giornali e televisioni (altra loggia).
Ma tutto ciò non sarebbe potuto (e nn può continuare a) succedere senza il nostro avallo, diretto (attivamente, facendo i nostri interessi nella casta di turno) o indiretto (chiudendo gli occhi davanti al misfatto) .... meglio che mi fermi qui. :-(
Svegliamoci, e cerchiamo di dare battaglia, ognuno nel suo proprio piccolo ... :-)