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Vedi Leeds e poi muori... Dopo aver camminato per chilometri, assaggiato pietanze più o meno inglesi e aver incrociato almeno 4 limos cariche di ragazze troppo giovani per dare l'addio al nubilato ma non abbastanza vecchie da evitare strepiti e mise decisamente appariscenti - ne parleremo presto! Ecco com'è stata la nostra seconda giornata a Leeds che ci ha viste passare dal city tour mattutino al relax di Kirkstall Abbey fino all'overdose di profumi e sapori di Taste of Leeds.
Dopo la prima giornata, rilassante e mangereccia, quella di sabato è stata una maratona.
Di buon mattino incontriamo la nostra guida, la deliziosa Louise, che ci accopagna in un city tour intenso. Louise ci conferma che Leeds è un pastiche di architetture e forme: l'edificio più alto della regione (foto a destra) si accosta alla warehouse dismessa, ora sede di una catena di supermercati che ha investito milioni di sterline nella riqualificazione della vecchia area fluviale.
Ecco come appare oggi l'area fluviale: le warehouses sono state trasformate in locali trendy con terrazza sul fiume - le bellissime foto qui sotto sono di Francesca De Meis, clicca per ingrandirle.
L'impegno della città è ribadito anche un monumento sferico (foto qui sotto) che senza mezze misure porta il conto agli abitanti di Leeds: sulla targa si legge quanto è stato speso per trasformare Leeds in quella che è ora.
Come molte altre città nello Yorkshire Leeds ha ricevuto in dote un fiume, il river Aire, al quale si è aggiunto un canale diventato presto via priviligiata del commercio con Londra e con Liverpool. Ma l'acqua ha fatto il suo corso: dopo anni di trasporti fluviali è arrivata l'ora del carbone, dei treni e della rivoluzione industriale, proprio quella che si studia sui ibri di scuola con il suo strascico di urbanizzazione. avete presente il più classico dei setting di Dickens? Ecco.
Il fiume si trasforma in simbolo della decadenza post-carbone: prima fiorente, vitale, attiva, la zona commerciale di Leeds è ormai decaduta, insalubre, povera: i ricchi industriali che investono nel commercio su ferrovia fanno la propria fortuna. Come risolvere la crisi? Con un cavallo. O meglio con una statua equestre, quella che si trova nella piazza principale di Leeds (foto qui sotto, clicca per ingrandire), e con i soldi appunto, quelli ricordati sulla targa di cui parlavamo qualche riga fa.
Questa piazza diventa simbolo della città e incentivo a migliorarsi: Leeds è una grande città, la statua del Black Prince è lì a dimostrarlo, e non può essere risucchiata nel circolo vizioso della depressione post industriale. Così i quartieri centrali di Leeds diventano monumentali, imponenti, gli stili architettonici si sovrappongono (clicca sulle immagini qui sotto pe ringrandire) alla ricerca dello stimolo giusto, del simbolo che ricordi agli abitanti di Leeds casa significhi essere tali. Foto di Francesca De Meis.
Ora Leeds punta a diventare la seconda città inglese dopo Londra: già può vantare la stazione, la più grande dopo quelle londinesi, e una popolazione profondamente multietnica - ce ne rendiamo conto visitando il covered market che vedrete nei prossimi post dedicati allo shopping. E Leeds è immersa nello Yorkshire, che significa tanto, tantissimo verde. A breve vedrete anche un post sui parchi e in particolare sulla Harewood House, bellissima villa nella campagna di Leeds.
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