Blogosfere Cultura
Una fiaccola a intermittenza: Londra ha visto proteste inedite ma è Parigi a detenere il record di spegnimento della fiaccola olimpica. Ci sono sempre più riflettori su queste Olimpiadi di Pechino ma a mancare è sempre lo spirito di Olimpia; e mettere le parole Cina e censura nella stessa frase è fin troppo facile, ma quello di cui si parla in queste ore è forse un raro caso di censura on-demand.
Il governo cinese ha infatti deciso di consentire l'accesso alla blindatissima Wikipedia in lingua inglese perché gentilmente invitato dal Comitato Olimpico Internazionale che ha ricordato agli organizzatori l’obbligo di mantenere il libero accesso a internet per tutta la durata della manifestazione sportiva, come previsto dal contratto dei paesi ospitanti.
Un evento - perché per la cina lo sblocco di un sito è un evento - che potremmo classificare nell'affollata categoria contraddizioni legate alla Cina e alle sue Olimpiadi.
La Repubblica di oggi cita puntualmente Borges e le sue Altre inquisizioni:
l'uomo che ordinò l'edificazione della quasi infinita muraglia cinese fu quel Primo Imperatore, Shih Huang Ti, che dispose anche che venissero dati alle fiamme tutti i libri scritti prima di lui. Il fatto che le due vaste imprese - le cinque o seicento leghe di pietra opposte ai barbari, la rigorosa abolizione della storia, cioè del passato - procedessero da una persona e fossero in certo modo i suoi attributi inesplicabilmente mi soddisfece e, al tempo stesso, m'inquietò.
Storicamente, nessun mistero si cela nelle due misure. Contemporaneo delle guerre di Annibale, Shih Huang Ti, re di Tsin, ridusse in suo potere i Sei Regni e annientò il sistema feudale; eresse la muraglia, perché le muraglie costituivano una difesa; bruciò i libri, perché l'opposizione si appellava a loro per elogiare gli antichi imperatori. Bruciare libri ed erigere fortificazioni è compito comune dei principi; la sola cosa singolare in Shih Huang Ti fu la scala sulla quale operò.
The Inquirer.it fornisce altri dettagli sulla momentanea riapertura a Wikipedia:
Mentre Wikipedia ritrova la libertà, uno dei più importanti dissidenti cinesi, Hu Jia, è stato imprigionato per tre anni e mezzo, dopo essere stato giudicato colpevole di “sovversione del potere statale”. Il reato consiste in sei post sulla libertà pubblicati su un blog.
AFP riferisce che stranamente la pagina di Wikipedia di Hu Jia è accessibile in Cina, il che porta alla possibilità che la censura cinese abbia veramente sbloccato l’intero sito, e non solo parti di esso; ci sarebbero dei precedenti perché il mese scorso, infatti, la versione inglese del sito web della BBC News e Google Blogspot sono stati liberati dalla censura.
La pornostar Alessia Donati autrice di un libro molto hot: "Una storia di erotis…
Libri in metrò, il primo blog che racconta la storia di chi legge
Il nuovo spot "davvero" bruttissimo di Alfonso Luigi Marra: fuori Manuela Arcuri…
Libri di Natale: metti un bestseller sotto l'albero
Il libro "Il labirinto femminile": Manuela Arcuri, i conti che non tornano e uno…
Fabio Volo libri: il nuovo romanzo "Le Prime Luci del Mattino"
Gioconda Leonardo da Vinci: la petizione per riportare il quadro a Firenze
The Familiars: trama e booktrailer del fantasy che sta per conquistare il cinema
Hysteria: brillante storia della nascita del vibratore nella Londra dell'800
Premio poesia e racconto: concorso letterario "Poesie e Racconti per Strada"