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Evoluzione della lingua: (in)comprensioni globali

Elisa avatar Mercoledì 9 Aprile 2008, 16:57 in Attualità di Elisa

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La notizia è questa: tra 500 anni la lingua inglese subirà le conseguenze della sua diffusione globale diventando incomprensibile, tanto quanto lo è per un anglofono d'oggi la lingua di Chaucer o Shakespeare. Scrive La Repubblica:

Come è stato per il latino dei conquistatori, o come è accaduto ad alcuni pidgin dei Caraibi (lingue create nelle colonie inglesi dalla mescolanza tra la lingua ufficiale e le lingue pre-esistenti) che sono diventati lingue creole, la differenziazione dialettale dell'inglese potrebbe imporsi in tutte quelle aree dove la lingua locale non riesce a prevalere. Così paradossalmente la globalizzazione potrebbe rendere più difficile la comprensione di chi parla in inglese. 

Immaginate solo le difficoltà di comprensione tra un americano che ama lo slang e un inglese purosangue: due mondi completamente diversi. Aggiungeteci un Giapponese che usa l'inglese al lavoro, cioé per l'80% della sua giornata, e un australiano che non vuole omologarsi, magari anche un cinese e un'altra mezza dozzina di nazionalità.

Insomma, mentre il latino si è preservato perché nessuno l'ha più parlato, l'inglese è più vivo che mai e sta acquistando vita propria perché è parlato ovunque e in ogni luogo in modo diverso.

Non stupisce quidni che tra 500 anni questi inglesi potrebbero soppiantare il ceppo originario, che sarebbe a quel punto la lingua ufficiale della scienza, dell'economia e di tutte quelle attività che hanno bisogno di un linguaggio condiviso.

Perché stupirsi quindi? Leggete un testo italiano del 1508, troverete molte difficoltà. 

E' un fenomeno ricollegabile al Globish. Ci aveva già pensato Jean Paul Nerriere, un ex impiegato della IBM:

Globish è un termine nato dalla fusione delle parole "Globe" ed "English", il globish è una versione semplificata dell'inglese che usa solo i termini e le frasi più comuni e semplici della lingua di Shakespeare. Viene usata da persone non inglesi di diversi paesi del mondo. Jean Paul Nerriere ha inventato questa sorta di inglese "leggero" che la gente di tutto il mondo può capire. Infatti, l'88% della popolazione mondiale parla un inglese molto semplificato che viene definito "globish". 

Troviamo un esempio pratico di incomprensione su Diario di un traduttore:

La semplice domanda che questo personaggio mi pose fu: “trasporta cibo con sé”? Il punto è che la parola “food” venne esclamata con una pronuncia che potrei trascrivere con “foo” (pronunciato così come l’ho scritto, con una “o” prolungata). La frase suonò in questo modo: “do you carry any foo?”. Intimorito dai controlli, e sicuramente desideroso di non rispondere a casaccio incorrendo in possibili guai, rimasi bloccato chiedendo al mio interlocutore di ripetersi. Alla terza ripetizione, mentre cercavo di immaginare cosa potesse volermi dire, esclamai (con la pronuncia corretta in “u”): “do you mean, food?”. La risposta del poliziotto afroamericano fu questa volta un chiarissimo “sì”, con tanto di occhi spalancati come a chiedersi come mai mi fosse sfuggito prima il legame tra le due parole. 

Qui il post completo.

E' un fenomeno che abbiamo riscontrato tutit nel nostro piccolo. Nessuna novità dunque, visto che come sappiamo una lingua nasce, si sviluppa ed evolve dall'uso che se ne fa. Anche i blog da questo punto di vista rappresentano un tassello dell'evoluzione: tanti termini, acronimi, parole macedonia e neologismi sono incomprensibili se trasportati in altro ambiente. Insomma, ci porremo il problema tra 500 anni.

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