Brides on Tour: l'itinerarte della sposa Pippa Bacca rivive nell'abito messo in mostra

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Una parabola sulla cattiveria umana o una morte annunciata, quella di Pippa Bacca è una storia passata dall'arte alla cronaca e che ora attende il suo ritorno all'arte. Una delle due spose partite per l'esperienza di arte itinerante Brides on Tour, Giuseppina Paqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, come saprete è stata trovata morta in Turchia, stuprata e strangolata.

L'abito che indossava, un abito da sposa bianco, doveva essere la tela su cui lasciare che si imprimessero i colori del mondo. Tinte volutamente fosce, perché una candida sposa che viaggia per il mondo in autostop è destinata a ingrigirsi. Doveva essere un viaggio per la vita e per la pace: un itinerario rischioso, che ad alcuni appare assurdo, in undici paesi sporcati dalla guerra dove portare un messaggio di pace e amore.

Il messaggio rimane: Pippa Bacca ha creduto fino in fondo nella sua scelta e quel che rimane del suo abito non più bianco sarà esposto dalla madre Elena Manzoni, sorella di Piero, il Manzoni della Merda d'artista.

Mia figlia stava sistemando un seminterrato a Milano per realizzare i suoi progetti artistici. Adesso pensiamo di concludere noi i lavori: lì potremmo anche tenere la mostra, com'era previsto all'inizio, con il vestito da sposa di mia figlia al centro del progetto 

Al primo impatto quest'idea ci ha lasciati interdetti ma non meno della bara verde, colore amato da Pippa, che la legge non vuole concedere. Riflettendoci però è giusto così: esporre l'abito di Pippa significa rimanere coerenti con la vita di un'artista a suo modo coraggiosa.

Riportiamo il commento di La buona battaglia

Nel leggere in questi giorni i resoconti dei quotidiani, delle agenzie e dei blog sulla tragica morte di Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, si ha l’impressione che la Sposa martoriata sia stata una sorta di incosciente sprovveduta, malata di inguaribile idealismo, che la “brutta morte” se la fosse voluta andata a cercare ad ogni costo. In realtà il modo di vivere di Pippa non era omologabile a quello di chi ha voluto descriverla.

La nipote del “controverso” Piero Manzoni, dallo zio non aveva ereditato solo la sana arte della provocazione, ma anche quella di saper vedere la realtà con lo sguardo dei santi e dei poeti. Chi, riferendosi allo zio Piero, ne ricorda solo le “merde d’artista” senza contestualizzarle, potrebbe dare uno sguardo ai suoi solari “achrome”, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Forse imparerebbe qualcosa di più del mondo di Pippa. Un mondo molto meno strano di quello di chi ora la giudica: è un mondo davvero alla rovescia quello in cui le vittime di ogni tipo passano sul banco degli accusati, e i carnefici vengono rinchiusi nelle scatolette del sociologismo e del psicologismo di chi non ha morale, per uscirne fuori immancabilmente giustificate.

La Pippa ha vissuto fin da piccola – aveva credo undici anni – l’esperienza del Cammino di Santiago, quando questi non era un pellegrinaggio che fa trend, ma una sorta di avventura nella quale la Provvidenza ne è visibilmente protagonista, e la fiducia nel prossimo che ricambia con grande generosità, ne è la sostanza. La Pippa ha poi consumato migliaia di chilometri in autostop, memore di questo spirito, che ha voluto trasmettere in tutto il suo percorso umano. Aveva voluto conservare la fiducia nel prossimo, ma anche nel buon Dio: spesso recitava il Santo Rosario nei lunghi viaggi, convincendo i suoi “benefattori” ad unirsi a lei.

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