Blogosfere Cultura
Esordienti da spennare è un libro che chiunque aspira a pubblicare una propria opera dovrebbe leggere. Assolutamente.
E’ un libro che apre un varco, elimina un po’ di fumo e buio attorno a chi ha scritto e si trova davanti al dilemma del ‘se e come’ dare alla carta il proprio scritto.
C’è tutto un mondo da conoscere prima di decidere se e come pubblicare, ed è una conoscenza necessaria a mio avviso per acquisire la consapevolezza e responsabilità necessaria a scegliere la soluzione più adatta alle proprie aspettative barra aspirazioni. E’ dunque necessario approfondire e questo libro, chiaro, semplice ed esaustivo è un valido aiuto. Quanto meno per iniziare a riflettere.
Perché è questo il punto.
Chi aspira a pubblicare deve necessariamente riflettere. Conoscere talune dinamiche. Saper distinguere le varie opzioni e i meccanismi di base dell’editoria. Non c’è un altro modo (a parte affidarsi a qualcuno di fiducia – estrema – che sa e possa guidare nelle scelte).
Anzi no, un altro modo c’è: lasciarsi fregare.
‘ Esordienti da spennare’ è un libro inchiesta dove l’autrice (giornalista freelance che collabora con l’agenzia di stampa Reuters e varie testate nazionali) raccoglie le denunce di autori ‘spennarti‘, intervista editori e sperimenta sul campo la trafila per pubblicare spedendo un proprio manoscritto come ‘test’. E il risultato è impietoso.
Questo libro è decisamente adatto a chi ha appena finito di scrivere qualcosa che intende pubblicare. Non si tratta di capire se si è o si vuole diventare scrittori. Tutt’altra faccenda. Si parte dal basso, come in tutti i settori, e si affronta il primo scoglio da superare. Ho scritto questo e vorrei che non rimanesse dentro il mio pc, cosa faccio? Ecco, se siete più o meno a questo punto ‘Esordienti da spennare’ è il libro fatto a posta per voi, ma non solo. Anche chi ha già pubblicato può imparare molto. Perché qui si parla della tematica ‘pubblicazione’ a trecentosessanta gradi.
La Ognibene approfondisce meticolosamente la ‘questione cifre’. Quelle che chiedono gli editori a pagamento tanto quanto le statistiche di vendita o le percentuali per valutare una distribuzione o i diritti d’autore. Numeri insomma. Indispensabili per iniziare a districarsi nel mondo dell’editoria.
Prosegue, la Ognibene, nell’analizzare il mercato della piccola e media editoria, propone i dialoghi che ha avuto lei stessa con gli editori che l’hanno contattata, presenta le logiche di marketing e le motivazioni di talune scelte più o meno condivisibili tanto decantate dagli editori. Quelli a pagamento (a cui si dedica la maggior parte dell’inchiesta) alternando però anche il parere e le considerazioni di taluni editori che non pubblicano dietro richiesta di contributo. E l’analisi è finalizzata a spiegare come il funzionamento (vero) del mercato venga distorto e usato a vantaggio di chi propone la pubblicazione chiedendo denaro. Tutto può essere presentato per sostenere la tesi ‘ è necessario contribuire alle spese, copartecipare all’investimento’.
Si inizia spiegando cosa rappresenta l’esordiente per il mercato e cosa fanno gli editori piccoli ma seri che scelgono di pubblicarli. ‘con gli esordienti non si fa profitto(tranne in casi davvero eccezionali’ e ‘I piccoli editori fanno scouting, sono loro cioè, la maggior parte delle volte, a cercare i nuovi scrittori, a coltivare gli esordienti.’ (pag.21)
Molto interessante è il capitolo sul rischio che ogni libro comporta (in modo particolare se di autore sconosciuto o esordiente) e anche l’analisi delle modalità con cui invece l’editore a pagamento ‘sceglie’ i manoscritti da pubblicare.
Il punto focale, a mio avviso, che in questo libro emerge con chiarezza è il ‘perché’. A seconda delle motivazioni che spingono un autore (badate bene che non ho usato il termine scrittore a proposito) a pubblicare un proprio scritto è possibile analizzare un ventaglio concreto di possibilità. Ecco quindi che la Ognibene lascia temporaneamente il mondo dell’editoria per spiegare le dinamiche del print on demand e del perché, in qualche caso, pagare per pubblicare può avere un senso compiuto, non necessariamente deve diventare fonte di disgusto o imbarazzo (l’aver pagato si intende).
[continua...]
si dovrebbe essere interessante, sto proprio fionendo di pubblicare il mio blog con un piccolo editore, che però fin'ora ho trovato molto preparato e capace, a fronte di un contributo parziale; vedremo i risultati in seguito? Se la cosa funziona ho già pronta un'altra bozza per un futuro romanza; ma dipende ovviamente dal poter o meno recuperare almeno le spese del primo libro... stiamo a vedere?
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alle 18:22
Jò
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